lunedì, 01 giugno 2009

desiderio

Aspettare le tue mani
in una stanza buia
sentire acqua sulla schiena
come dita suonando un pianoforte,
tasti bianco neri
la mia pelle,
note erotiche
le tue vibrazioni,
lasciami
prendimi,
in ritmo incalzante
fammi tua!
Assapora la mia mente
il mio nettare
la mia musica,
accorda il mio cuore
con il tuo,

suona l'inno dell'amore!
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Morte diversa

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La tua icona
è un mantello nero
sorriso seducente,
voce inesistente
e passi felpati da non sentire.
NO!
Io ti voglio diversa,
nuda
nuda da pensieri tristi
e cannibalismo,
devi ora soggiacere
alle mie volontà
spogliati da poteri occulti e sincerità,
cibati d'ipocrisia
come semplice mortale,
balla con la fantasia
di un cantautore,
bevi in calici di fiori,
serra i pugni e prova
a piangere,
non sarai più morte,
t'incarnerai nell'umano essere.

mercoledì, 11 marzo 2009

Ti ho visto l'anima

 

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Avanzava stretto nel suo impermeabile sgualcito,la notte era fredda,gocce di sudore anomalo scendevano dal cielo,contava i suoi passi,non aveva altro da pensare.
Sapeva bene di non avere una vita normale,forse per questo non la pensava,o forse la odiava.
Aveva lavorato in una grande fabbrica,alla catena di montaggio,dove scorreva tutto veloce,robotizzato,la moglie l'ha persa,il figlio se n'è andato,nella sua solitudine immensa,crudele,senza appello,si lascia divorare quella notte.
Piccole luci scorrono,fari che vanno e vengono,come ricordi quasi spenti,anime disperate e succinte osserva sui marciapiedi,anime prigioniere,o libere per scelta di vita.
Si avvicina ad un corpo di plastica :
"non dirmi la tua tariffa,non ho soldi,solo tristezza..."
Quella bocca fuori dal comune,grande per mangiare,piccola per baciare:
"vieni con me,sono brava ed economica,non ho concorrenza,sei fortunato!"
Si strinse nelle spalle e si allontanò posandole una mano artigliosa sul fondoschiena quasi scoperto.
Ora non pensava a nulla,la sua mano non mollava,lei dinnocolata camminava,amante del rischio su quei tacchi troppo alti,voleva crescere,ma nn bastavano,doveva aspettare anni.
In una penombra anonima o uguale alle altre sperse nel sottobosco,lei lo consumò,lui la guardava con curiosità , pieno di domande e umanità,si è ritrovato un cuore,perso anni fa,lei fintamente eccitata regalava sospiri e mani,sperando nella sua generosità.
Mettendo la camicia nei pantaloni la osservava,sembrava umana,forse dal respiro.
"Non posso pagarti..."
Lei lo guardò con tenerezza...:
"lascia stare,ho sentito la tua anima,questo basta!"

Si allontanò frettolosamente,un turbinio di pensieri violentava la sua mente.

Ora il cielo si schiariva,svegliava il sole,la luna scompariva nei suoi occhi,sprofonda le mani in tasca,vede le sue scarpe,consumate come fotografie vecchie,una panchina isolata lo invita,l'accarezza...si siede,accolto con affetto da ferro battuto,aveva fame,pensava...
"sono illuso...o lei  un robot di latta?".